Istruzione e creatività devono andare di pari passo,  entrambe immerse nella realtà.

Non so se ci sia un docente dentro ognuno di noi, ma un discente sì, che impara continuamente.
(Prof. Sugata Mitra, vincitore del premio TED 2013)

Troppo spesso sento dire, quando si riportano i buon risultati altrui: “eh ma loro però, non hanno quella certa situazione difficile che noi invece viviamo” oppure ” eh ma come la mettiamo con il grosso problema che hanno invece con…., se lavorassero veramente ben,  allora dovrebbero essere in grado di risolvere anche quel problema!”
Mai nessuno che dica “Bravi, come hanno fatto?”
Mi hanno sempre insegnato che bisogna essere curiosi, la curiosità ti fa camminare su percorsi anche un po’ accidentati, ma alla fine della strada qualcosa di buono l’hai guadagnato.

Non so se tutto quello che ha scritto e detto il prof. Sugata sia condivisibile, ma nel momento in cui l’A.C.L.E. ha condiviso un articolo su di lui, ho iniziato a leggere ed ascoltare le sue conferenze via internet; pian piano elaborerò un mio giudizio. Tuttavia mi ha colpito la sua creatività messa al servizio di un’istruzione per tutti e soprattutto la sua spinta a immergere questo concetto “istruzione” nella realtà calibrandola sulle caratteristiche vere dei bambini e ragazzi.
Così, forse, si può sperare di innalzare il livello qualitativo dell’istruzione.

Riporto la mia traduzione di alcune parti che ho ritenuto dense di significato, tratte dall’articolo http://www.euronews.com/2013/08/05/ted-winner-mitra-warns-teachers-to-be-ready-for-change/

Secondo il prof. Sugata Mitra, prof. all’università di Newcastle in Inghilterra, in assenza di un’indicazione diretta dell’insegnante i bambini e i ragazzi sono in grado di organizzarsi da soli per imparare e insegnare agli altri coetanei, perché spinti dalla curiosità, il mistero e non certamente sotto minaccia.

Nel 1999 il prof. Mitra, fisico e ricercatore nell’ambito dell’istruzione, ha dato inizio al progetto The hole in the wall, piazzando computer nei muri dei quartieri più poveri dell’India. In tutti i casi la curiosità ha spinto bambini e ragazzini ad avvicinarsi a quei buchi e a comprenderne l’uso in modo del tutto naturale.

Questo non implica che debba sparire la figura dell’insegnante, secondo il prof. Mitra, tuttaltro, devono cambiare però le strategie didattiche, come pure il sistema di correzione e verifica degli studenti.

Anche sull’uso del computer, il prof. Mitra sottolinea qualcosa di controcorrente: non è necessario avere un computer per ogni studente, ma uno per gruppo è sufficiente, il computer come oggetto sociale.

Un altro progetto del prof. Mitra sono gli Skype grannies o the granny cloud (i nonni via Skype). Perché proprio i nonni? In quanto essi sono in relazione amichevole con i bambini e non in un rapporto di superiorità rispetto ad essi. Da tutto il mondo si collegano nonni con le parti più povere del mondo, portando ottimi risultati.

Si chiama Self -Organizing Learning Environment, ovvero un ambiente in cui i ragazzi si organizzano da soli per imparare, conoscere.

Il premio TED verrà utilizzato per progetti educativi che utilizzando il metodo d’apprendimento basato sull’auto-organizzazione innalzino i livelli educativi.

 

 

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